lunedì 2 aprile 2012

Veronesi contro i referendum

(cliccare sulla foto per leggere l'articolo su "Greenme")



È il momento di preoccuparsi per il futuro energetico del nostro Paese. Per farlo, però, c’è bisogno di impostare una strategia energetica a lungo termine, che comprenda anche il nucleare. Parola dell’associazione Galileo 2001 per la libertà e la dignità della Scienza, che in una lettera firmata da 100 medici e scienziati sottolinea il fatto di non avere, in Italia, “un adeguato e convincente piano nazionale di sviluppo energetico, che tenga conto della necessità di ragionare su tempi strategici affrancandosi da pregiudiziali che possano condannare precocemente progetti lungimiranti”. ( pezzo tratto da IL FATTO QUOTIDIANO ).

E' addirittura imbarazzante quanta è la vergogna che suscitano gli infantili tentativi di sminuire le conseguenze degli incidenti occorsi agli impianti nucleari di Fukushima Daichi dal sito ex Forum Nucleare ora chiamato "New Clear" (erano talmente tante le stupidate contenute in quello originale, organo del Forum Nuclearepresieduto da Chicco Testa, che l'hanno messo in standby).
Lancio il loro articolo in quanto confido nell'intelligenza dei lettori e nella loro capacità di distaccata analisi.
Un esempio per tutti: si afferma che vengono inseriti 8,7 mc l'ora di acqua nel reattore per moderare l'elevarsi della temperatura dovuta al "parziale" scioglimento dello stesso, acqua che viene stoccata e successivamente decontaminata dall'elevata radioattività, poi, nonostante il continuo moderamento indotto, l'acqua è comunque costantemente intorno ai 50°C e si considera la situazione ad un livello confortante e in via di evidente miglioramento.
Se ciò avvenisse in una sezione di una centrale con piccole avarie e con la maggior parte delle infrastrutture, in ottimo e controllato stato di operatività, si tratterebbe di una situazione catastrofica; si tratterebbe di una situazione dove dirigenti di azienda e alte cariche di Stato si troverebbero in situazioni altamente compromettenti ed imbarazzanti.
C'è invece, da tenere in giusta considerazione, un fatto un tantino discostante dall'immagine qui sopra descritta, l'impianto di Fukushima Daichi, non è un impianto con piccole avarie, è un impianto completamente distrutto; è un impianto dove nulla è in regolare attività; è un impianto dove sistema idraulico e sistema elettrico sono stati approntati in emergenza e non sono parte integrante della centrale; è un impianto dove nemmeno un semplice interruttore di lampadina sta operando in un normale regime d'utilizzo; è un impianto dove anche i robot utilizzati successivamente devono essere distrutti dopo aver subito una totale decontaminazione; è un impianto che a causa dei grandi sversamenti d'acqua contaminata, vede il fondale della costa adiacente ad esso, completamente cementificata per centinaia di migliaia di metri quadrati.
Che possiamo farci, dopotutto il caro Testa è colui che, a pochi giorni dallo tsunami, sapendo già le gravi conseguenze cui erano sottoposte le strutture della centrale, si azzardò a dire che quello che stava succedendo a Fukushima, era la prova provata che le centrali nucleari sono sicure.
Scusate la grezzata, ma a questo punto mi viene spontaneo ripetere un detto noto nel Sud Pontino: 'na catena 'n ganna e n'ata agliu pere!
Ecco l'articolo:

mercoledì 28 marzo 2012

Riunione del Tavolo della Trasparenza del 28/03/2012

All’inizio della seduta, l’Assessore alla regione Campania per Ecologia - Tutela dell’ambiente e disinquinamento - Programmazione e gestione dei rifiuti - Ciclo Integrato delle Acque dott. Giovanni Romano, ha presentato il lavoro fatto dalla dott.ssa Margherita Arpaia nella preparazione sul sito www.regione.campania.it

di una sezione dedicata al Tavolo della Trasparenza http://www.regione.campania.it/portal/mediatype/html/user/anon/page/NCRA_DettaglioTematica.psml?itemId=254&ibName=Tematica&theVectString=-1%2C14.

La sezione è stata inaugurata nel gennaio 2012 come promesso dallo stesso Romano durante la riunione del Tavolo della Trasparenza del 25/11/2011.

In una delle sottosezioni è stato pubblicato l’intero elenco delle domande poste dai vari partecipanti la riunione, le quali sono corredate da risposte che, su richiesta fatta tramite posta elettronica, possono essere integrate con maggiori informazioni laddove le stesse dovessero risultare incomplete e insoddisfacenti

http://resources.regione.campania.it/slide/files/Tutela%20Ambiente/tavolo%20trasparenza%20centrale%20Garigliano/Domande%20e%20Risposte/file_12186_GNR.pdf

Nella seduta di ieri, molto spazio è stato dedicato alla richiesta di venire a conoscenza di un Piano di Sicurezza da mettere in atto in caso di incidenti potenzialmente contaminanti che potrebbero occorrere nei cantieri dedicati alla “decomissoning”, pericolo in cui si potrebbe incappare soprattutto durante lo scarificamento e la demolizione del camino della centrale del Garigliano, essendo lo stesso in condizioni di evidente deterioramento.

E’ stato fatto notare che la Prefettura di Caserta, dopo aver avuto i dettagli dei lavori e la loro programmazione dalla Sogin che avvertirà l’inizio di lavori particolarmente a rischio, ha approntato un Piano di Sicurezza che è stato inviato ai comuni del casertano interessati e alla Prefettura di Latina.

La Prefettura di Latina, a sua volta, avrebbe dovuto inviare tali Piani ai comuni del Sud Pontino interessati per prossimità alla Centrale cosa che a detta di Maurizio Scarsella, per il comune di SS. Cosma e Damiano e di Emilio Testa, per il comune di Castelforte, non è avvenuta nonostante le numerose richieste.

L’Assessore Romano, mostrando grande perplessità per questa mancanza di importantissime comunicazioni, si è fatto carico di avviare le procedure affinché si risolva questo problema.

Altro dato importante emerso durante i lavori è stato l’impegno promesso dal delegato per l’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, presente al Tavolo a fianco del dott. Romano, di una riattivazione del Tavolo della Trasparenza per quanto riguarda i lavori di “decomissioning” che si stanno effettuando presso la ex Centrale nucleare di Borgo Sabotino. Questo anche sulla base del lavoro fatto sin qui dall’assessorato campano, stimolo a fare ciò è partito dallo stesso Romano già durante i lavori del precedente tavolo.

Tutti gli astanti si sono riservati il tempo di leggere bene le risposte date alle domande del tavolo di novembre, essendo venuti a conoscenza delle stesse solamente durante l’inizio della seduta di ieri, se queste non saranno ritenute soddisfacenti e o complete, si riformuleranno all’assessorato che si impegna a rispondere facendosi supportare in questo dagli Enti di competenza.

Pare sia stata scongiurata la ventilata ipotesi della costruzione di un eventuale deposito denominato “D2” essendo stati avviati i lavori di adattamento sui manufatti che ospitavano le turbine.

Viene confermato invece, che non avverrà lo smantellamento della “palla” che ospitava il reattore che, essendo un progetto dell’architetto Riccardo Morandi http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Morandi, risulta essere di rilevante importanza storica, anche se non è ancora ben chiara la sua futura destinazione.

Una delle utili sezioni approntate dalla dott. Arpaia sul sito della Regione Campania è il glossario presente sulla seguente pagina:

http://resources.regione.campania.it/slide/files/Tutela%20Ambiente/tavolo%20trasparenza%20centrale%20Garigliano/file_11908_GNR.pdf

Nuove informazioni e risposte pubblicate sul sito della Regione Campania verranno riportate sul blog del Comitato AG

martedì 13 marzo 2012

Tavolo della Trasparenza 28 marzo 2012

Verranno riportate le domande che vorreste porre, quindi scrivete a

comitatoantinuclearegarigliano@gmail.com

copincollando nell'oggetto la seguente dicitura "TdT 28-03-2012" cosicché si possano distinguere facilmente da tutte le altre e-mail che giungono



OGGETTO: Riunione del Tavolo della Trasparenza per le attività di dismissione della Centrale del Garigliano D.P.R. G. n. 253 del 11/11/2011

Gli invitati sono:

Avv. Danilo Del Galzo – Capo Gabinetto Regione Campania

On.le Renata Polverini – Presidente Regione Lazio

SOGIN SpA nelle persone di:

dott. Ivo Velletrani

dott. Fabio Chiaravalli

Ing. Severino Alfieri

Ing. Mario Iorio

Ministro della Salute - Segreteria del Ministro

Ministero Ambiente – Ing. Fabio Primiani

Ministero Sviluppo Economico

Dirigente Settore Tutela dell’Ambiente - Dott. Michele Calmieri

Dirigente Settore Protezione Civile - Arch. Gabriella De Micco

Dirigente Settore Attività Produttive - Dott. Lciano Califano

Prefettura di Caserta - Dott.ssa Immacolata fedele

Provincia di caserta - Cons. Giuseppe Fusco - Cons. Giuseppe Rocco

Provincia di Latina - dott. Carlo Perotto

ISPRA - Ing. Lamberto Matteocci

Direttore Generale ARPA Campania - Dott.ssa Marinella Vito

Commissario Straordinario ARPA Lazio - Dott. Corrado Carruba

Quarto Dipartimento di Prevenzione ASL di Caserta

ASL Latina dipart. di Prevenzione Servizio di Igiene e Sanità Pubblica – dott. Amilcare Ruta

Presidente Parco Regionale di Roccamonfina – avv. Raffaele Aveta

WWF – dott. Bruno Guerrasio

Legambiente – prof.ssa Giulia Casella

Gruppo Sociale per San Castrese – Sig. Giuseppe Pietrantuono – ing. Raffaele Iorio

Presidente Comunità Montana “Monti Aurunci” zona XVII del Lazio – prof. Nicola Riccardelli

Comitato Antinucleare Garigliano – sig. massimo Penitenti

Sindaci dei comuni:

Castelforte – Cellole – Formia – Gaeta – Roccamonfina – Sessa Aurunca – SS: Cosma e Damiano – Spigno Saturnia – Itri - Minturno

sabato 18 febbraio 2012

I referendum? Carta straccia e soldi sprecati


Nella legge che Berlusconi fece per rilanciare il nucleare in Italia, vi erano norme che il referendum annullava ma che il caro Monti scavalca a piè pari perché a lui non gli frega una beata mazza di ciò che pensano gli italiani; non deve rispettare impegni presi in campagna elettorale visto che sta lì senza essere stato eletto ma piazzato da chi non voleva pelarsi la gatta della crisi internazionale; non deve fare il simpatico tanto, sicuramente, passata la buriana, non si candiderà per un nuovo governo.
La cosa bella, però, sta in tutte le facce di coloro che la crisi, se non, l'hanno provocata, certamente nulla hanno fatto per porvi un benché minimo rimedio, e questo vale per tutti coloro che si fanno belli in televisione e sui giornali, sia dell'ultima maggioranza che ha governato, sia che appartenessero ad una non ben identificata opposizione.
Tutte quelle facce, quando si andrà nuovamente a votare, ce le troveremo là, a batter cassa di voti.
Tutte quelle facce senza vergogna alcuna, staranno sui palchetti dei rispettivi congressi, e sulle tavole dei palchi nelle varie manifestazioni.
Tutte quelle facce staranno là per dirci che: - Quegli altri non rispettano il volere del popolo, noi si che lo ascoltiamo.
Tutte, indistintamente, si arrogheranno il diritto di rappresentare la maggioranza degli italiani che schifano l'attuale modo di fare politica, senza sapere ( o meglio, lo sanno ma non gli frega un bel niente) che nessun italiano li vuole vedere più, nemmeno stampate sulla carlinga di un aereoplano a 5000 metri d'altezza.
Ecco cosa ne ha fatto l'attuale governo minchiatico, con l'appoggio della maggior parte di coloro che stanno sugli scranni del parlamento.
DL 24 gennaio 2012, n.1
Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività
(GU n. 19 del 24-1-2012 – Suppl. Ordinario n.18)
Art. 24 (Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari)
1. I pareri riguardanti i progetti di disattivazione di impianti nucleari, per i quali sia stata richiesta l’autorizzazione di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 da almeno dodici mesi, sono rilasciati dalle Amministrazioni competenti entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Su motivata richiesta dell’Amministrazione interessata, il termine di cui al periodo precedente può essere prorogato dall’Amministrazione procedente di ulteriori sessanta giorni.
2. Qualora le Amministrazioni competenti non rilascino i pareri entro il termine previsto al comma 1, il Ministero dello sviluppo economico convoca una conferenza di servizi, che si svolge secondo le modalità di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di concludere la procedura di valutazione entro i successivi novanta giorni.
3. Al fine di ridurre i tempi e i costi nella realizzazione delle operazioni di smantellamento degli impianti nucleari e di garantire nel modo più efficace la radioprotezione nei siti interessati, fermo restando le specifiche procedure previste per la realizzazione del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico di cui al decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni, la Sogin S.p.A. segnala entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto al Ministero dello sviluppo economico e alle Autorità competenti, nell’ambito delle attività richieste ai sensi dell’articolo 6 della legge 31 dicembre 1962 n. 1860 e dell’articolo 148, comma 1-bis, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, le operazioni e gli interventi per i quali risulta prioritaria l’acquisizione delle relative autorizzazioni, in attesa dell’ottenimento dell’autorizzazione alla disattivazione. Il Ministero dello sviluppo economico convoca la conferenza di servizi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di concludere la procedura di valutazione entro i successivi novanta giorni.
4. Fatte salve le specifiche procedure previste per la realizzazione del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico richiamate al comma 3, l’autorizzazione alla realizzazione dei progetti di disattivazione rilasciata ai sensi dell’articolo 55 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230, nonché le autorizzazioni di cui all’articolo 6 della legge 31 dicembre 1962 n. 1860, e all’articolo 148, comma 1- bis, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, rilasciate a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, valgono anche quale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, costituiscono varianti agli strumenti urbanistici e sostituiscono ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previsti dalle norme vigenti costituendo titolo alla esecuzione delle opere. Per il rilascio dell’autorizzazione è fatto obbligo di richiedere il parere motivato del comune e della Regione nel cui territorio ricadono le opere di cui al presente comma, fatta salva l’esecuzione della Valutazione d’impatto ambientale ove prevista. La regione competente può promuovere accordi tra il proponente e gli enti locali interessati dagli interventi di cui al presente comma, per individuare 335. La componente tariffaria di cui all’articolo 25, comma 3, del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, e successive modifiche e integrazioni, è quella di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto legge 18 febbraio 2003, n. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2003, n. 83. Detta componente tariffaria è impiegata, a titolo definitivo, esclusivamente per il finanziamento della realizzazione e gestione del Deposito Nazionale e delle strutture tecnologiche di supporto, limitatamente alle attività funzionali allo smantellamento delle centrali elettronucleari e degli impianti nucleari dismessi, alla chiusura del ciclo del combustibile nucleare ed alle attività connesse e conseguenti. Per le altre attività, il finanziamento è erogato a titolo di acconto e sarà successivamente recuperato attraverso il corrispettivo per l’utilizzo delle strutture del Parco Tecnologico e del Deposito Nazionale, secondo modalità stabilite dal Ministro dello sviluppo economico, su proposta dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
6. Il comma 104 della legge 23 agosto 2004, n. 239 è sostituito dal seguente comma:
“I soggetti produttori e detentori di rifiuti radioattivi conferiscono, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, anche in relazione agli sviluppi della tecnica e alle indicazioni dell’Unione europea, tali rifiuti per la messa in sicurezza e lo stoccaggio al Deposito Nazionale di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31. I tempi e le modalità tecniche del conferimento sono definiti con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche avvalendosi dell’Agenzia per la sicurezza nucleare.”.

domenica 8 gennaio 2012

Sondaggio sulla percezione del rischio nucleare tra i cittadini di Sessa Aurunca

Sondaggio sulla percezione

del rischio nucleare

tra i cittadini di Sessa Aurunca

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lunedì 28 novembre 2011

Tavolo della Trasparenza



L'oggetto nell'immagine è un gadget pubblicitario della Sogin,
composto da policarbonato con inglobato un pezzetto di tubo,
Ma questo è un modo per smaltire materiale di scarto?
Un pezzetto a me, uno a te, uno ad un altro
e via che sparpagliano parecchi pezzetti.
(ovviamente scherzo)


Passiamo alle cose serie.

Tavolo della Trasparenza- venerdì, 25 novembre 2011

di Massimo Penitenti

Il Tavolo della Trasparenza è stato istituito anni fa per fare in modo che i lavori che la Sogin va effettuando per smantellare le centrali nucleari, possa essere monitorato dai rappresentanti delle popolazioni che ospitano i siti nucleari, rappresentanti che possono essere amministratori pubblici o delegati di associazioni ambientaliste e sociali, così come ad oggi previsto dal comma 1 del’art. 22 del Decreto L.vo n. 31/2010.

Il primo e unico incontro venne organizzato nel 1986, poi, l'abbandono del nucleare e lo spegnersi dell'attenzione su questo tipo di energia, fece addirittura chiudere i laboratori dell'ARPA Campania che si dedicavano a queste tematiche.

Un forte interessamento da parte soprattutto di Legambiente di Sessa Aurunca nella persona di Giulia Casella, e del Comitato Civico di S. Castrese con il tenace intervento di Raffaele Iorio e di Giuseppe Pietrantuono, hanno stimolato l'assessorato all'ambiente della Regione Campania, a fare in modo che i laboratori di Salerno si riattivassero fino ad arrivare alla piena attuale attività.

Tutto questo interesse e la forte campagna referendaria contro i nuovi progetti nucleari del governo Berlusconi, hanno accesso nell'assessore all'Ambiente della Campania, dott. Giovanni Romano, il desiderio di far partire nuovamente gli incontri e i lavori del Tavolo della Trasparenza che, cito: " non sapevo che già fosse stato convocato una volta".

Io ero presente al tavolo di venerdì scorso come rappresentante del CAG ma ospite del Delegato del Comune di SS.Cosma e Damiano, Maurizio Scarsella, memoria vivente di tutto quello che riguarda il nucleare nel Sud Pontino. Dopo un breve colloquio con l'Assessore Romano, ho presentato una breve lettera di richiesta per la partecipazione agli incontri futuri del Tavolo prendendo accordi per l'invio di una richiesta formale che, ha detta di Romano, verrà certamente assecondata. Richiesta già inviata.
Al tavolo, dopo il saluto e il ringraziamento per la partecipazione, l'ing. Alfieri, rappresentante la Sogin, ha presentato gli altri relatori che oltre a lui erano: Fabio Primiani - delegato Ministero Ambiente; il rappresentante dell'ISPRA, Fausto Zambardi e l'Assessore all'Ambiente Campania, dott. Giovanni Romano che prende la parola illustrando i motivi dell'incontro.

Subito dopo l'ing. Alfieri con slide e animazioni “molto carine”, illustra i futuri lavori di smantellamento. Un manufatto c’è, e all’improvviso non c’è più, prontamente sostituito da gai alberelli. Ci riferisce anche che, dato il grande valore ingegneristico dello stabile turbine e della “palla” contenente il “vessel”, questi non verranno smantellati ma conservati a futura memoria, tanto che so’ belli.

Riferisce inoltre, che il sito è stato bonificato da ben 160 tonnellate di coibente composto da amianto, materiale in gran voga negli anni ’60. ( prometto che la prossima volta chiederò dove è stato stoccato, venerdì mi è sfuggito)

A causa della criticità sismica del serbatoio aereo dell’acqua e del camino che portava all’esterno gli effluvi, una ciminiera di oltre 90 metri, entro il 2012 verranno smantellati.

Mentre il serbatoio, non coinvolto in nessuna fase della produzione di energia nucleare, verrà semplicemente abbattuto e smaltito come materiale inerte ed ordinario, il camino subirà, dopo essere stato sigillato e messo in condizione di depressione atmosferica, “scarificato” nella sua superficie interna; praticamente, una macchina automatica dotata di frese, ne gratterà la superficie interna e, se ho ben compreso, per spessori differenti in base alla quota, laddove, in quelle inferiori, la contaminazione è maggiore che comunque, a detta di Alfieri, di esigua entità (visto che è di così esigua entità, non si può evitare la scarificazione così da limitare le spese? E’ una stupida battuta, ovviamente). Ricordo che i fumi espulsi in atmosfera dalla ciminiera, venivano filtrati per il 99,94%, con una emissione comunque contaminante, di circa 36 mc./h (qui vado a memoria, ma dialogando con Pietrantuono eravamo in accordo su questi numeri).

A proposito di ciminiere, ricordo di aver visto un documentario dove veniva illustrata la costruzione dei laboratori di Rotondella, in quell’occasione, la voce fuori campo diceva:
- Questa ciminiera permetterà ai venti della Lucania di disperdere le sostanze nocive.

Questo per ricordare quanto erano sensibili, a quell’epoca, alle problematiche ambientali.

Per tornare alla “scarificazione”, il materiale risultante dall’azione del robot, cadrà all’interno della ciminiera dove verrà raccolto e ritrattato prima dello stoccaggio provvisorio nel D1, per diventare definitivo nel “deposito Nazionale”. La fase successiva, ossia la distruzione della ciminiera, avverrà con tecniche già più volte adottate dall’ENEL che, anche in zone urbanizzate, permettono le normali attività quotidiane. Verrà consumata un po’ alla volta partendo dall’alto.

Varie sono state le domande poste dagli intervenuti e, non essendoci oggettivamente tempo a sufficienza per rispondere a tutte, Romano ha garantito di pubblicare sul sito della Regione Campania, sia le domande che le risposte.

Tra i quesiti più importanti vi sono anche quelli che anche io mi ero annotato, in quanto posti da altri è risultata inutile una mia ripetizione.
Giuseppe Pietrantuono, per il Comitato Civico di S. Castrese, ha chiesto che vengano fatte indagini retrospettive sulle patologie che si ritiene siano legate alle attività della centrale con l’istituzione di un registro dei tumori.

Il Sindaco di Cellole chiede, con fermo piglio, che ai tavoli tecnici siano presenti persone qualificate, nominate da ciascun comune.

Il Sindaco di Sessa Aurunca chiede l’istituzione di una Commissione di Controllo con la presenza di persone nominate dai comuni.

Giulia Casella, per Legambiente chiede che i monitoraggi ambientali che fanno comunque parte dei lavori, siano effettuati non solo in superficie come affermato da Alfieri, ma anche in profondità con carotaggi nelle varie matrici solide da analizzare.

Maurizio Scarsella, dopo aver ringraziato per la riapertura del Tavolo, formula alcuni appunti su quanto affermato sin lì, tra i quali, dopo aver fatto notare che il delegato per il Ministero dell’Ambiente ha dato all’Assessore Stefanelli una risposta non congrua e addirittura poco corretta sulla richiesta che il Lazio partecipi in modo continuativo al Tavolo e che, nonostante lo stesso abbia nella sua denominazione la parola Trasparenza, era molto tangibile l’assenza della stampa o dei media in genere.

Mette in evidenza, inoltre, che nonostante la competenza territoriale, il suo comune non viene convocato per i lavori dell’Osservatorio (benché il sito industriale sia completamente in territorio campano, quasi il 50% dei terreni attribuiti al sito nucleare, sono entro i confini del comune di SS. Cosma e Damiano).

Fa notare, inoltre, che il comune di Sessa Aurunca non ha mai dato il proprio nulla-osta alla costruzione del deposito denominato D1 e che addirittura vi sia un contenzioso legale aperto a riguardo. Infatti, quando il responsabile della Sogin era il Generale Carlo Jean, nominato allora Commissario per la gestione del sito, dopo essersi sentito rifiutare l’autorizzazione alla costruzione di depositi per una cubatura di 44.000 metri e dopo aver notato dei tempi considerati troppo lunghi per l’autorizzazione per un deposito di 10.000 mc., autorizza arbitrariamente l’avvio dei lavori.

Più volte, e con più interventi, viene fatto notare che un “Deposito Nazionale” ancora non esiste e, non esiste nemmeno una sua ipotetica ubicazione mentre l’Alfieri ne parla come di dato già acquisito, parla infatti di un deposito di superficie di 90.000 mc. che dovrà ospitare, oltre al materiale risultante dalle varie decomissioning, anche materiale radioattivo di origine medicale e industriale in genere. Giulia Casella, a tale proposito, fa notare che presso il deposito nazionale dovranno essere collocati anche tutti i materiali derivanti dal ricondizionamento effettuato a Le Hague, in Francia e a Sellafiel in Gran Bretagna, si tratta soprattutto delle barre di uranio utilizzate come combustibile dalle centraliche, per quanto trattate, restano pur sempre altamente radioattive anche se sigillate in matrici che evitano una contaminazione verso l’esterno.

A questo punto mi domando: Saranno sufficienti 90.000mc. per lo stoccaggio di tutta ‘sta roba? Bisogna tenere presente, infatti, che per ogni quantità di materiale contaminato da stoccare, è necessario un rivestimento protettivo che ne decuplica i volumi, e che, i magazzini per lo stoccaggio, devono essere 10 volte più voluminosi del materiale che vi dovrà essere introdotto, questo perché le distanze tra i componenti i vari lotti di materiale, dovranno permettere sia che si eviti un possibile surriscaldamento delle matrici, sia una facile, continua ispezione delle stesse

I lavori del Tavolo terminano con l’assicurazione da parte di Romano, di una successiva serie di risposte sul sito della Regione Campania; con la richiesta dell’Assessore da avanzare alla Regione Lazio per ottenere un interlocutore stabile che rappresenti la regione governata dalla Polverini e con una data ipotetica ma da prendere seriamente in considerazione, per un prossimo incontro, data che, se confermata, dovrebbe essere il 15 gennaio 2012.

domenica 19 giugno 2011

Le centrali nucleari vanno costruite vicino all'acqua, però...



Per poter accedere facilmente all’acqua necessaria al raffreddamento dell’impianto, le centrali nucleari vengono costruite vicino alla costa o lungo i corsi di fiumi dalla portata sufficiente a subire una massiccia captazione.






Tsunami causati da sismi che si sprigionano sul fondo di mari o oceani provocano incidenti come quello occorso a Fukushima che, è vero era protetto da argini alzati proprio per

questo motivo, ma la loro altezza si è dimostrata insufficiente anche perché se si vuole proteggere un sito da ondate provenienti dal mare, più si alzano questi argini, più lunghi devono essere gli stessi, fino a coinvolgere con la loro costruzione, zone anche molto distanti dalla centrale, cosa che metterebbe in allarme popolazioni che si sentono, data la distanza dalla centrale, esenti dai rischi che questa pone durante il normale funzionamento.
Se gli argini di Fukushima fossero stati costruiti dell’altezza sufficiente a proteggere il sito dall’ultimo tsunami, la loro lunghezza sarebbe dovuta essere aumentata di moltissimi chilometri.

Quando una centrale, invece, viene costruita lungo il corso di un fiume, l’escamotage generalmente adottato è quello di elevare, rispetto al territorio circostante, i manufatti coinvolti nelle attività della centrale, questo però cosa comporta?

In caso di esondazione del fiume comporta: un blocco del sito dal regolare approvvigionamento di energia elettrica per le normali attività di controllo che con un fermo di emergenza della centrale, non possono essere garantiti; dall’energia prodotta dalla centrale stessa; da una non normale raggiungibilità del sito in caso di incidente grave; dal controllo di perdite di radionuclidi a causa del dilavamento dei terreni circostanti; da un'ottimale controllo delle vasche dove ogni centrale mette “a riposo” le barre di materiale combusto per far abbattere le temperature prima della loro spedizione nei siti di “riprocessamento”.

Questo non è catastrofismo, sono situazioni che già si sono presentate anche nel sito della centrale del Garigliano e che in questo momento stanno avvenendo nel Nebraska alla centrale nucleare di Calhoun