domenica 10 gennaio 2016

Richiesta incontro con diffida al Sindaco di Sessa Aurunca


COMUNE DI SESSA AURUNCA

       “ Provincia di Caserta”

                                                                                                   
                                                                                             
Sessa Aurunca, 13.06.2014
Prot. 316/GAB                                                                               Alla dott.ssa Maria Luigia Trabucco
 ASL Caserta - U.O.P.C.Ambito 6 Sessa Aurunca (Ce)
                                                                                                                                Fax n 0823 934428
Al Cap Antonio Ciervo
Compagnia Carabinieri di Sessa Aurunca
Al dott. Pasquale Sarao
Settore Ambiente –Comune di Sessa Aurunca -
Al Comandante DI Polizia Municipale
SEDE
Al Comandante Regionale Sergio Costa
Corpo forestale dello Stato
Al dott. Agostino Delle Femmine
Arpac Regione Campania

Oggetto: Convocazione incontro per problematica “PET-COKE” a Sessa AURUNCA
Le SS LL sono convocate per il giorno 20/06/2014 alle ore 10:00 presso la Sede Comunale – Stanza del Sindaco – per discutere della problematica in oggetto.
 CORDIALI SALUTI
                                                                                                     F.to   IL SINDACO
                                                                                                          = Dott. Luigi Tommasino =







  PREMESSO
·    che a Gaeta (LT) insiste un porto commerciale di notevoli capacità e notevole traffico di carico e scarico merci;
·    che tra le merci che vengono movimentate c’è il pet-coke;
·    che il materiale combustibile viene movimentato nel porto commerciale di Gaeta (LT) e viene trasportato con veicoli commerciali fino al deposito di Intergroup a Sessa Aurunca (CE), dove insiste un deposito, attraversando i comuni di Formia e Minturno;
·    che in tutte queste operazioni di carico, scarico e trasporto non vengono rispettate le norme di sicurezza e il pet-coke viene trasportato senza le dovute misure di sicurezza;
·    che per la mancanza di sicurezza il pet-coke viene disperso in aria;
·    che è noto che il pet-coke contiene percentuali di zolfo notevolmente superiori a quelle prescritte per i combustibili utilizzati in raffineria: si tratta di un carbone artificiale ottenuto nell’industria petrolifera dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi. Il pet-coke contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA ), metalli pesanti (vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo (anche oltre il 7%) e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke, oltre ad una tossicità intrinseca, sono indicate anche come cancerogene (alcuni come il benzo-pirene-OMS-) e/o mutagene. La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda, modificazioni genetiche, da cui le malformazioni nei nascituri;
·    che, in particolare per il Vanadio, si osserva che: l’acqua per il consumo umano non ne deve contenere più di 50 microgrammi per litro (un microgrammo è la milionesima parte di un grammo) secondo il D.Lgs 02/02/2001 n.31, e, presumibilmente, la falda acquifera è a pochi metri di profondità. Il vanadio può avere un certo numero di effetti sula salute umana, quando l’assorbimento è troppo alto. Quando la presa di vanadio avviene attraverso l’aria, può causare bronchite, polmonite e, in caso di effetti acuti, anche irritazione di polmoni, gola, occhi, cavità nasali ed altre conseguenze. Poiché le operazioni di carico e scarico, vengono eseguite nel porto, la pericolosità del vanadio è collegabile al bioaccumulo, ovvero alla maggiorata concentrazione di tale elemento nella fauna ittica (granchi, mitili). Il più pericoloso è il pentossido di vanadio come confermato dall’Osha (l’ente statunitense per la sicurezza sul lavoro). Per quanto concerne l’Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici), secondo le Direttive Europee, a sei di questi idrocarburi (benzoapirene, benzoaantracene, dibenzo, antracene, benzofluorantene, benzofluorantene, benzofluorantene) è associata la fase di rischio R45 (può provocare il cancro) o R49 (può provocare il cancro per inalazione);
·    che la normativa di riferimento relativa alla materia in oggetto è la seguente: l’art.2 comma 2 della D.lgs 14 marzo 2003 (GU n.87 del 14/04/2003 – Attuazione delle direttive 199/45/CE e 2001/60/CE relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi quale materiale pericoloso in quanto infiammabile) è molto esplicito alle lettere b), d 2), l), m), n), q);
CONSIDERATO
·    che i camion che trasferiscono il pet-coke al centro di raccolta nel casertano, non sono nè del tipo Dumper, che permette un isolamento praticamente ermetico, ma neanche coperti dai teli plastificati, come impone il regolamento per la movimentazione delle merci polverulenti emanato con decreto dell’autorità portuale Civitavecchia – Fiumicino – Gaeta numero 8 del 14 gennaio 2013. Regolamento che, fatto proprio anche dal Comune di Gaeta, prevede non solo una chiusura in ogni caso ermetica dei mezzi, ma inoltre, il contenuto non può superare in altezza il limite dei cassoni;
·    che già il 29 marzo 2014  il Circolo Legambiente di Sessa Aurunca (CE),   ha segnalato queste circostanze
-    alla Procura della Repubblica   Dott.ssa Raffaella Capasso   S. MARIA C.V.;
-    alla Procura della Repubblica   LATINA   Al dott. Luigi Tommasino;
-     al sindaco del Comune di   SESSA AURUNCA:
-     all’onorevole Giovanni Romano, assessore dell’Ambiente Regione Campania;
-    al prof. Paolo Bidello, Assessore Ambiente della Provincia di   CASERTA;
-     al dott. Delle Femmine, dell’ARPAC;
-    alla Dott.ssa Maria Luigia Trabucco, Responsabile Servizio Ecologia ASL CE;
-    al Commissariato P.S.   SESSA AURUNCA;
-    alla Stazione Carabinieri   SESSA AURUNCA;
-    al Corpo Forestale dello Stato di   CASERTA;
-    alla Procura Repubblica di Latina
attraverso un esposto avente per oggetto: stoccaggio pet-coke in località “Cancello” di Sessa Aurunca, km 158,400 della statale Appia
·    nell’esposto il circolo di Legambiente testualmente scrive: “Leggiamo su documenti esistenti presso il Comune di Sessa Aurunca che l’impresa INTERPORT s.a.s, è stata autorizzata a stoccare il pet coke il 21/08/1991 con autorizzazione sanitaria n. 339 dell’Uff. Annona e Commercio del Comune di Sessa Aurunca, in località “Cancello” al km 158,400 della S.S. Appia. L’A.D .della Società, all’epoca, era il sig. Nicola Di Sarno, residente in Formia.”
RITENUTO
·    che i luoghi deputati al transito e stoccaggio di questo pericoloso materiale sono il PORTO DI GAETA, in pieno centro cittadino, dove il pet-coke viene scaricato da navi provenienti da ogni parte del mondo, e la località “CANCELLO” in SESSA AURUNCA, al km 158,400 della S.S. Appia, dove viene stoccato A CIELO APERTO, nei pressi del fiume Garigliano e praticamente a fianco della strada ferroviaria, in piena zona coltivata a pescheti e con allevamenti di bufale dal cui latte, in una vicina azienda, si produce mozzarella. Da non sottovalutare che il deposito può inquinare il suolo, il sottosuolo e la falda acquifera, nonché l’aria, liberando polveri dannose. Solitamente lo scarico avviene con due principali modalità , definite nella terminologia internazionale grab unloading (scarico a benna) e suction unloading (scarico per aspirazione). Il primo sistema di trasferimento ” Grab” è meccanico (gru a benna e tramoggia); con sistemi meccanici si realizzano i trasferimenti dei carichi da nave a banchina, da banchina a camion, da camion a magazzino o sito di stoccaggio; questa modalità sembra particolarmente in causa nella determinazione della polverosità. Particolarmente problematico l’aspetto del caricamento dei camion, dato che, oltre ai trasferimenti diretti da nave agli utilizzatori esterni, vengono utilizzati camion che non sono del tipo che permette l’isolamento ermetico del carico (Dumper).
·    che tra l’altro, talvolta, si usano anche camion senza teli di copertura e con un carico che supera in altezza il limite dei cassoni. Il trattamento (carico, scarico e deposito) del Pet-coke deve seguire le regole dettate dal decreto del Ministero della Sanità (28-4-1997) concernente il trasporto di sostanze pericolose.
·    che l’area in cui sorge il sito di stoccaggio si trova all’interno di una zona ad alta vulnerabilità degli acquiferi, trovandosi a pochi metri dal fiume Garigliano e, data l’alta piovosità verificatasi in questi mesi, essendo le acque convogliate in un canale dal nome “Papero Bis”, chi ci assicura che non si sia verificato l’inquinamento del fiume, se non della falda acquifera?   Secondo la normativa, per le aree di pertinenza dei settori o attività sono obbligatorie: a) l’impermeabilizzazione dell’area stessa;   b) la realizzazione di un sistema di raccolta delle acque di prima pioggia e di lavaggio a tenuta e tale da impedire l’immissione delle acque eccedenti quelle di prima pioggia, se del caso, con attigua vasca volano;   c) la realizzazione di un idoneo trattamento delle acque raccolte in siti o il convogliamento di tali acque in impianti di depurazione con modalità tali da rispettare le normali portate diluite della rete.   L’Autorità competente deve accertare se questi parametri sono stati adottati dalla Interport.
SI CHIEDE
·    se è prevista la valutazione del rischio qualora un autoveicolo durante la fase di trasporto dal porto al sito di stoccaggio dovesse subire un incidente (ricordiamo che il pet-coke è infiammabile e la sua combustione provoca produzione di polveri sottili altamente dannose alla salute, immaginate che questo possa accadere in estate, su una strada ad intenso traffico);
·    se esiste un progetto presentato da INTERPORT;
·    se esiste una Valutazione di Impatto Ambientale;
·    quale superficie occupa il sito di stoccaggio del pet-coke;
·    qual è la capacità di stoccaggio;
·    per quale capacita massima di stoccaggio è stata autorizzata nel 1991;
·    quanti autotreni arrivano in un anno;
·    con quante tonnellate;
·    qual è la ditta che provvede al trasporto e con quale autorizzazione;
·    da quali Paesi arriva il pet-coke;
·    quali altiforni va ad alimentare;

·    perché lo stoccaggio di sostanze così pericolose avviene a cielo aperto;
·    a quale profondità si trova la falda acquifera;
·    chi ha autorizzato lo scavo del canale Papero Bis;
·    dove finiscono le acque meteoriche e quelle utilizzate per bagnare il pet-coke;
-E’stato prevista una richiesta di Valutazione di Impatto Sanitaro ?
- In ALTERNATIVA si chiede di inoltrare richiesta ad ARPAC  di eseguire dosaggio di VANADIO- benzoapirene, benzoaantracene, dibenzo, antracene, benzofluorantene, benzofluorantene, benzofluorantene) perchè sono associati la fase di rischio R45 (può provocare il cancro) o R49 (può provocare il cancro per inalazione);
Si chiede misurazione delle polveri nel raggio di almeno 2 Km


A tal  proposito , quindi si CHIEDE: In base al principio di Precauzione di procedere ad una delibera comunale di interdizione al trasporto e allo scarico di tale materiale .
Si diffida quindi il Sindaco di Sessa Aurunca in qualità di difensore della Salute dei cittadini dal voler far proseguire un illegale trasporto di Pet-coke senza le giuste garanzie poste nelle richieste di cui sopra. Saremo pronti ad un’ azione legale sanitaria qualora non volesse intraprendere un’azione concreta per la difesa di cittadini.
riferimenti: esposto della responsabile del circolo Legambiente di Sessa Aurunca  Giulia Casella



Nessun commento:

Posta un commento