In attesa di un certo riscontro, pubblichiamo il testo completo.
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![]() Fabio Refrigeri |
OGGETTO:
richiesta di incontro per istituzione Tavolo della Trasparenza Regione
Lazio
Il Comitato Antinucleare
Garigliano (AG) nasce nell’aprile del 2010 dall’unione della sensibilità di
liberi cittadini in seguito alla decisione del Governo Berlusconi di tornare a
produrre energia elettrica da centrali nucleari ed in occasione della proposta,
ancora oggi mai ufficialmente smentita, di costruzione del deposito nazionale
di scorie radioattive presso il sito in
decommissioning della centrale nucleare del Garigliano, sito dichiarato dal
Ministero dell’Ambiente a rischio sismico ed idrogeologico. Gli obiettivi di AG
sono quelli di sensibilizzare la popolazione della piana del Garigliano sui
rischi per l’ambiente e la popolazione derivanti dalla presenza di impianti
nucleari e sul loro decommissioning,
sui vantaggi dello sfruttamento delle risorse rinnovabili e sul rispetto degli
ecosistemi nell’ottica di un consumo consapevole e sostenibile delle risorse
ambientali. AG è stato riconosciuto ufficialmente dalle amministrazioni locali
e dalla Regione Campania come associazione ambientalista e presiede da due anni
al Tavolo della Trasparenza della Regione Campania.
Il motivo per cui con la presente siamo a chiederVi un
incontro, riguarda la necessità, non più rinviabile, di istituire anche nella
Regione Lazio un Tavolo della Trasparenza, vista la presenza di due impianti in fase
di decommissioning, (centrale del
Garigliano e centrale di Borgo
Sabotino), entrambi con depositi temporanei nei quali sono stati conferiti
materiali di prima e di seconda categoria, nonché del Centro Ricerche Casaccia con annesso deposito di scorie e rifiuti
radioattivi, anche di origine medicale.
La ex centrale nucleare del Garigliano, realtà che
conosciamo in maniera più approfondita, pur essendo stata costruita nel
territorio di Sessa Aurunca (provincia di Caserta), vede circa 10 ettari del terreno
coinvolto dai lavori di bonifica, situati nel comune di SS. Cosma e Damiano, provincia
di Latina quindi. Questa condizione, unitamente al fatto che i Comuni del Sud Pontino
sono considerati limitrofi all’impianto (e come tali già oggetto di ristori economici da parte dello Stato),
fa rientrare pienamente l’impianto del Garigliano nelle competenze anche della
Regione Lazio. L’istituzione del Tavolo della Trasparenza servirebbe
a dotare anche la nostra Regione degli strumenti previsti dal legislatore, soprattutto
in rapporto al confronto con la popolazione, come accade per ora solo nella
Regione Campania (delibera di G.R. n. 163 del 29/4/201 e n. 428/2011), colmando
questa lacuna, non solo legislativa, di cui finora la precedente
amministrazione regionale Polverini non ha mai voluto interessarsi.
Attraverso il Tavolo
della Trasparenza sarebbe inoltre possibile discutere nello specifico e tra
le parti interessate di aspetti urgenti e non più prorogabili che riguardano la
sicurezza della popolazione che vive nei pressi degli impianti suddetti, in
particolare in merito a:
-
Programma di sicurezza che
comprenda, qualora non ancora contemplato, allarme
per incidenti nucleari durante il decommissioning
in relazione ad interventi maggiormente
rischiosi per la popolazione, ad es. smantellamento della ciminiera della
centrale del Garigliano (rischio crollo) e smantellamento dei serbatoio della
centrale di Borgo Sabotino (rischio rottura);
-
Indagini epidemiologiche, anche
storiche, finora mai realizzate, da somministrare ai cittadini residenti
nei pressi degli impianti nucleari laziali (da armonizzare successivamente con
i dati delle indagini campane per la centrale del Garigliano);
-
Analisi chimico-fisiche
approfondite, per verificare eventuali attività da radionuclidi ionizzanti (come
emerso dalla recente indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere
sull’impianto del Garigliano) derivanti da attività artificiali su tutte le
matrici: aria, acqua, terreno e vegetali, nei territori circostanti e limitrofi
gli impianti nucleari;
-
Protocollo d’intesa nazionale da
realizzarsi tra Enti ed Istituzioni coinvolte nel decommissioning delle quattro ex centrali italiane ed associazioni
ambientaliste, comitati cittadini e Amministrazioni locali, per ratificare un “protocollo unico nazionale”
in merito agli standard di sicurezza per la popolazione, riguardante sia i
processi di decommissioning degli
impianti, sia i processi di trattamento e stoccaggio delle scorie e dei rifiuti
radioattivi, in attesa che essi vengano conferiti nel deposito nazionale. Tale
Protocollo d’Intesa rappresenterebbe quindi il lavoro conclusivo di una sorta
di “coordinamento nazionale dei Tavoli della Trasparenza”, di cui crediamo che la Regione Lazio debba
farsi promotrice, in quanto coinvolta in più attività di smantellamento e
stoccaggio e per il ruolo centrale che la nostra Regione riveste anche in
ambito nazionale.
In attesa di un Vs. cortese riscontro, l’occasione ci è
gradita per inviare i nostri più cordiali saluti e per augurare alla nuova
Giunta insediata i nostri migliori auguri di buon lavoro.