martedì 31 luglio 2018

Ci risiamo?


Anni ormai son passati da quando riuscimmo a far chiudere, per circa otto mesi, il deposito di pet-coke della Intergroup, presente sull'Appia al km. al km 158,400.

L'azione avvenne in sinergia con Legambiente Sessa Aurunca allora diretto da Giulia Casella, e con il Comitato Civico Cittadini del Golfo di Gaeta coordinato dall'attuale sindaco di Formia Paola Villa.

La principale motivazione riguardava la presenza di materiale disperso dai camion lungo i bordi della Strada Statale e il conseguente accumulo dello stesso sul fondo delle cunette di scolo a bordo strada. 

Ricordiamo che le cunette riversano le acque di scolo direttamente nel Garigliano percorrendo un piccolo canale che corre per circa 200 m. lungo il tratto di ferrovia che, nello stesso punto, attraversa il nostro fiume. Quelle acque sono cariche di pet-coke in quanto, emulsionandosi, viene facilmente trasportato.


All'inizio delle nostre rimostranze, l'azienda mise in sicurezza il bordo strada ricoprendolo con teloni di plastica che rimosse mesi dopo per asportare il terreno misto a pet-coke, compreso il catrame che si era andato accumulando negli anni nelle cunette.
Il materiale rimosso, secondo l'azienda, venne stoccato all'interno del deposito in attesa di caratterizzazione per poi essere destinato a deposito di scorie definitivo. Invece, proprio dall'altra parte dell'Appia, trovammo un terreno nel quale venne questo riversato per essere rimescolato con il terreno del campo. Il terreno venne posto sotto sequestro in attesa che l'ARPA Campania svolgesse le indagini. Dal rapporto dell'ARPA, scoprimmo che nel terreno non vi era traccia di pet-coke. Andammo sul posto ed effettivamente, potemmo constatare che il terreno era stato ripulito. (per la verità, nel terreno trovammo, anche dopo la"pulizia", frammenti di pet-coke ma secondo l'ARPA non erano il risultato della bonifica; già allora, però, ci domandammo come potessero essere arrivati frammenti di pet-coke in quel posto, vabbè!


Da allora l'azienda intraprese migliori pratiche, sia durante le fasi di scarico nave nel porto di Gaeta, che durante il carico dei camion nel deposito per il trasporto del materiale verso i clienti della Intergroup. Infatti vennero installati, in entrambi i siti, impianti per il lavaggio delle ruote e delle fiancate dei camion prima della loro uscita in strada, infatti, proprio il materiale depositato sulle sporgenze dei mezzi e accumulato sulle ruote nelle fasi di carico, erano una delle cause di dispersione.
Altro motivo di dispersione, era la perdita di pet-coke emulsionato dalle fessure tra cassone e sponde degli automezzi non idonei; ciò avveniva soprattutto perché, allora, era normale pratica da parte dei trasportatori, mettersi in fila lungo l'Appia in attesa del proprio turno di accesso al deposito, con maggiore perdita durante i periodi di pioggia, in quanto, emulsionandosi,  la dispersione è maggiore
Anche questa pratica venne sospesa in quanto all'azienda venne intimato, da parte del Comune di Sessa Aurunca, di vigilare affinché i mezzi non sostassero sulla Statale  e il nostro vigilare "stimolava" ulteriormente i camionisti a non fermarsi all'esterno del deposito.
In un'occasione, un volontario, si trovò nei pressi del deposito e divenne testimone di una fila di mezzi in attesa di entrare, informò di questo il Commissariato P.S. di Sessa Aurunca che inviò una volante sul posto salvo accertare che non vi erano camion fuori dal deposito: infatti, nel frattempo, allertati da un testimone armato di videocamera, bene pensarono di entrare velocemente all'interno del sito di stoccaggio.
Il testimone, addirittura, ricevette una telefonata dal commissario che gli intimava di denunciarlo per "procurato all'allarme" se si fosse nuovamente verificato il medesimo episodio, in quanto, effettivamente, nulla poterono accertare.
Da allora non si hanno testimonianze sul fatto che i camion sostino sull'Appia, fino a ieri, 16 luglio 2018.



Un cospicuo numero di mezzi ha allertato alcuni volontari e si sono messi al seguito dei camion che, a dire il vero, anche se tanti sono ancora gli autotreni con sponde rimovibili quindi, non idonei, la maggior parte sono del tipo che consente il trasporto di pet-coke,  però, come si può vedere dalle fotografie riprese da un video, i mezzi sostano lungo l'Appia. Questa pratica può nuovamente generare la dispersione di pet-coke oltre ad essere possibile fonte di pericolo per chi percorre quel tratto, in quanto il deposito insiste subito dopo una stretta curva a destra, in direzione Caserta, subito dopo una sopraelevazione ferroviaria.
Ricordiamo che il deposito in esame ha acquisito la qualifica di "deposito Strategico" su ordine del MISE quando a capo del Dicastero vi era Federica Guidi, durante il governo Renzi. Tutte le agevolazione ad un deposito formalmente abusivo vennero date con deroghe e D. M. ad-oc (18 dicembre 2015) da un Ministro che da lì a poco dovette dimettersi per importanti conflitti d'interesse, mai prima, però, di fare questo grande  favore all'azienda di Di Sarno, forse legittimo ma i dubbi erano e sono tuttora importanti.


mercoledì 25 luglio 2018

Liquami nel canale Trenta palmi


Nel mese di giugno 2018, viene denunciata una importante presenza di liquami nel canale denominato Trenta Palmi che corre nei territori di Cellole e Sessa Aurunca.
Il Consigliere regionale Giampiero Zinzi, presidente della III Commissione Speciale, con poteri solamente consultivi convoca un’audizione il  giorno 3 luglio u.s. dove invita, oltre ai sindaci di Sessa Aurunca e Cellole, rappresentanti del Consorzio Aurunco di Bonifica, i presidenti dell’Associazione Allevatori di Caserta e del Consorzio Turistico Balneare, rappresentanti delle associazioni ambientaliste e rappresentanti dell’amministrazione pubblica sia regionali che provinciali.


Alla prima audizione vengono riportate le problematiche contingenti e quelle future nel caso non si intervenga presto, viene programmato un ulteriore incontro da tenersi dopo due settimane, utile a presentare i passi nel frattempo fatti da parte dei convenuti e quelli da farsi per risolvere definitivamente le problematiche.





Oggi, 17 luglio 2018, durante la programmata seconda udienza, il Presidente Zinzi fa un breve resoconto della situazione e chiede ai convenuti di aggiornarlo sulla situazione anche a causa delle forti piogge della notte precedente, piogge che avrebbero potuto aggravare di molto la situazione facendo riversare tutti i liquami a mare, fortunatamente scongiurata.
Il rappresentante del Consorzio di Bonifica, dott. Di Giovanni fa presente che i compiti del Consorzio sono quelli di sfalcio lungo le sponde e di drenaggio del fondo dei canali, attività necessarie ad un normale flusso delle acque, fa presente, inoltre, che qualora i canali fossero inquinati o bloccati da materiali provenienti da sversamenti illegali, la pulizia e bonifica è demandata ai comuni attraversati dai canali stessi. Riferisce inoltre di un sopralluogo dove erano presenti rappresentanti di entrambi i comuni coinvolti, i quali, tra le altre cose, si contendevano le responsabilità in quanto i confini di competenza a volte sono centrali in senso longitudinale.
Il problema diventa particolarmente serio, in quanto tutto ciò che viene a trovarsi nei canali che non è naturale ma risultato di sversamenti illegali, diviene rifiuto speciale con tutte le aggravanti economiche e burocratiche per bonifica, trasporto e stoccaggio.
Il comune di Cellole, che vede i liquami spostarsi, a causa delle piogge, nella parte di canale di sua competenza, sta già avviando unilateralmente, un intervento di bonifica che ha costi vicini ai 400mila Euro che per una giunta da poco insediatasi rappresenta un onere enorme ma non rinviabile, anzi, denuncia che il mancato intervento di Sessa Aurunca, essendo prima delle piogge più circoscritto, sarebbe stato meno oneroso.
Antonio Gallozzi, del Comitato Scientifico di Legambiente Campania, esordisce facendo vedere ai convenuti, un video del 2014 tratto degli archivi di RAITRE, dove viene messo in evidenza il problema di migliaia di abitazioni abusive che, in quanto tali, non sono allacciate agli impianti fognari ma riversano tutto direttamente nei canali.
Gallozzi fa vedere il video per chiedere se le audizioni hanno lo scopo di risolvere il problema contingente o di risolvere i motivi storici che determinano l’inquinamento dei canali. Nel primo caso il problema si può risolvere con relativa facilità ma se ciò che si vuole risolvere è  il problema a monte, bisogna intervenire in modo più importante contrastando versamenti di materiali provenienti sia da allevamenti che da abusivismo edilizio e questo può avvenire solo previo importanti monitoraggi atti all’individuazione dei singoli scarichi.
Giulia Casella di Legambiente Sessa Aurunca fa presente che il Consorzio Aurunca di Bonifica si trova in una situazione economica disastrosa dove ben 40 milioni di Euro rappresentano il debito dell’ente dovuto anche a eccessive spese di “abbellimento” dove tutte le personalità hanno fatto sfoggio di se quando questi lavori vennero presentati,  senza pensare che i medesimi denari sarebbero stati meglio utilizzati per migliorare il servizio agli agricoltori, inoltre, l’assunzione centinaia di operai in sovrannumero è la prova che il Consorzio è stato spesso utilizzato come bacino di voti.
Massimo Penitenti, del Comitato Antinucleare Garigliano e volontario di Legambiente, chiede al Presidente Zinzi di tenere in considerazione la possibilità di coinvolgere sia la provincia di Latina che la regione Lazio in quanto, tutto ciò che viene alla fine riversato nel Garigliano e di conseguenza, nel Golfo di Gaeta, si va a riversare sulle sponde di Gaeta, Formia e Minturno per poi proseguire verso Baia Domizia. Questo per lavorare con modalità comprensoriali visto che l’inquinamento non tiene per nulla conto dei confini e per anticipare i soliti scaricabarile che inevitabilmente si verificheranno quando il problema sarà eventualmente risolto sulle sponde campane ma si ripresenterà laddove, dalla parte laziale, avvengono analoghi versamenti, fra l’altro già più volte denunciati da Goletta Verde, tanto acclamata quando rilascia “BandiereBlu” ma tanto egualmente osteggiata quando denuncia la presenza di inquinanti provenienti da fiumi, rii  e canali come, dopotutto, è avvenuto ultimamente per corsi d’acqua formiani e minturnesi.
Il Presidente Zinzi evidenzia problemi di confine tra comuni limitrofi quindi più ancora complicato sarà il coinvolgimento di una provincia e di una regione diverse ma ritenendo importante l’appunto, lo prende in considerazione per il futuro, non appena, comunque, si sarà profilata una linea di intervento per risolvere l’attuale situazione di emergenza.
Alla fine dell’audizione il Presidente Zinzi propone un sopralluogo sul sito da svolgersi  entro una settimana dove invitare, oltre ai presenti, anche i rappresentanti politici e coloro che oggi non sono intervenuti, nello specifico, il comune di Sessa Aurunca e la provincia di Caserta.

Per il Comitato Antinucleare Garigliano
Massimo Penitenti